giovedì 31 gennaio 2013

i giorni della merla (terzo giorno)

Sembrava un corvo, parole di Alfredo Stoppa, disegni di Sonia M. L. Possentini,
 Kite edizioni 2010  
In un paese di nome Nuvolone, in cima ad una faticosa salita, le giornate sono grigie e avvolte dalla nebbia.
 Il paese è piccolo e duro come i sassi.
La maestra della scuola ora è vecchia e stanca ma ricorda ancora tanti anni fa, quando era bambina.
L'afa era cattiva in estate e la nebbia appiccicosa, in inverno.
"sembrano uccelli la gente in bicicletta" da una poesia di Cesare Zavattini
L'uomo nero che aspetta al buio è come un corvo con piume e artigli.
TI MANGIO gracchia quando il sole si spegne.
La paura del buio e la paura di chi non si conosce, una storia poetica e misteriosa scritta come sempre magistralmente da Alfredo Stoppa: libraio ed editore, scrittore e cantastorie.
 
 
Sembrava un corvo, Kite edizioni
Albo illustrato
Consigliato: dai 7 anni



mercoledì 30 gennaio 2013

i giorni della merla (secondo giorno)

I corvi, parole di Aldous Huxley, disegni di Beatrice Alemagna, edizione Il Castoro 2007
 Una coppia di corvi abitava in cima ad un pioppo, dove viveva anche un grosso serpente a sonagli, vecchio e dormiglione che tutti i giorni, quando i corvi si allontanavano, rubava le loro uova e se le mangiava in un boccone.
 Esasperata dalla situazione la Signora Corvo chiese aiuto a Gufo, che aveva sempre delle buone idee.
Fecero due belle uova finte con il fango, cuocendole poi con il calore del comignolo, fino a farle diventare dure come pietre. Poi le dipinsero per renderle ancora più credibili: verdino pallido con dei puntini neri.
Quando il serpente a sonagli mangiò le uova finte provò un terribile mal di pancia e si contorse tanto da legarsi ad un ramo del pioppo.
Così attorcigliato fu costretto a sorbirsi una lunga predica della Signora Corvo, che riuscì finalmente, da quel giorno, a far schiudere le sua uova.

Questa favola, per tanti anni dimenticata, fu scritta da Aldous Huxley nel 1944 per divertire la nipotina Olivia. Ora trova nuovo slancio anche grazie ai colori di Beatrice Alemagna.



I corvi, edizione Il castoro
Albo illustrato
Consigliato dai 5 anni in su

martedì 29 gennaio 2013

i giorni della merla (primo giorno)

La signora Meier e il merlo, Wolf Erlbruch, edizioni e/o, 2012
La signora Meier è sempre in pensiero per qualcosa: per un bottone che potrebbe staccarsi, per i capelli del signor Meier, per un aereo che potrebbe cadere, per un pullman che potrebbe uscire di strada. E così conta e riconta la scorta di cerotti mentre il signor Meier, che non è un tipo che si preoccupa, le prepara una tazza di tè alla menta.
Poi un bel giorno nell'orto la Signora Meier trova un piccolo merlo tra le zucche e si preoccupa solo di lui, per dargli da mangiare e farlo crescere forte.
E poi? Cosa farà mai un piccolo merlo cresciuto? Dovrà imparare a volare.
La signora Meier, naturalmente preoccupata, si arrampica sull'albero di ciliegio e comincia a volare.
E' facile, dice al piccolo merlo, proviamoci insieme.
E da allora il merlo e la signora Meier volano in coppia, mentre il signor Meier li aspetta a casa e prepara il pranzo, contento. Perchè non ha mai visto la signora Meier sorridere così.
Questa storia illustrata ci piace perchè la signora Meier rappresenta tutti noi, sempre preoccupati per piccole cose ma pronti a farci coraggio e volare.


La signora Meier e il merlo, edizioni e/o
Pagine 63
Consigliato dai 6 anni in su

lunedì 28 gennaio 2013

quante gocce in città

Quante gocce in città, testo e illustrazioni di Eva Montanari, Logos edizioni, 2010
Un coro di voci nelle nuvole ed ecco che comincia a piovere: una goccia cade nella scarpa di Viola, due gocce ai piedi di Federico,tre gocce si affacciano come lacrime, e così via.....
I disegni accompagnano le sculture raffiguranti personaggi strampalati che sotto ad un ombrello attraversano la città.
Noi adulti siamo spesso infastiditi dai disagi che la pioggia comporta, mentre i bambini sembrano divertirsi un mondo: gli stivaletti di plastica, l'ombrellino, e tante pozzanghere in cui sguazzare !
Un libro per parlare di pioggia tornando bambini e per giocare, se si vuole, a creare altri personaggi di cartapesta proprio come ha fatto la brava Eva Montanari.


Quante gocce in città, Logos
albo illustrato
Consigliato: dai 4 anni in su

venerdì 25 gennaio 2013

non dimentichiamo

In questi giorni a ridosso del Giorno della Memoria abbiamo riunito gli albi illustrati che trattano il tema della seconda guerra mondiale e della persecuzione degli ebrei.
Sono libri toccanti, dai toni delicati. Li riconoscerete da queste foto: c'è Roberto Innocenti con La storia di Erika e Rosa Bianca, c'è Fumo di Joanna Concejo e L'albero di Anna, di Maurizio Quarello.
C'è Il volo di Sara, Bruno, e tanti altri.

Oltre ai libri illustrati, moltissimi testi di narrativa ci aiutano a non dimenticare.
Un libro che ci è piaciuto per la sua intensità è La repubblica delle farfalle.

L'autore, Matteo Corradini, ebraista, si occupa della didattica presso il Museo Nazionale dell'Ebraismo italiano.
Il suo libro, uscito da un anno per Rizzoli, racconta una storia speciale.
La protagonista è Terezin, nella repubblica Ceca: la città fortezza edificata nel Settecento con bastioni, fossati, la perfezione geometrica delle opere militari prussiane. Venne trasformata dai nazisti in un enorme ghetto dove vissero decine di migliaia di ebrei e dove pochissimi poterono sopravvivere.
A Terezin un gruppo di ragazzi soli, affamati, separati dalle proprie famiglie e lontani dalle proprie case, trova il modo di lottare e tenere stretta la voglia di vivere.
Ogni venerdì sera, di nascosto, questo gruppo di ragazzi si riunisce davanti ad una candela e scrive una rivista.

Il giornale si chiama Vedem, "avanguardia" e racconta il ghetto: chi arriva, chi parte, notizie ma anche disegni fatti dai bambini più piccoli, o poesie. Un collage di emozioni si compone ogni settimana, sazia la fame di raccontare, lenisce il dolore.
La bellissima amicizia tra i giovani redattori di Vedem è uno dei temi cardine di questo libro.
Un altro tema, quello della Libertà e della sua negazione, passa attraverso i libri e la cultura. Vi riportiamo un breve brano. Il signor Utitz custodisce circa cinquantamila libri: una sorta di biblioteca creatasi con i libri sequestrati agli ebrei, e li presta ai ragazzi del ghetto.
Alcuni libri vengono dati alla biblioteca dai nazisti stessi.
..."è la solita storia: vogliono che stiamo buoni e pensano che un libro ci faccia stare tranquilli. Invece è il contrario.
Nei libri leggi di gente libera, e tu non lo sei. Ancora. Nei libri leggi di gente coraggiosa. E tu non lo sei, ancora. 
Nei libri leggi del paradiso, e a te sembra di vivere in una specie d'inferno. 
Il signor Utitz lo sa, così ci presta solo le storie che ci danno coraggio, che ci aiutano a sopravvivere; e non ci consiglia mai quelle tristi. Cosa ce ne faremmo? la tristezza è gratis, è lei che ci viene a trovare e non c'è nessun bisogno di andarla a cercare. In biblioteca, poi."

Questa è una storia vera. A Terezin sono conservate molte pagine di Vedem.
Questa è una storia triste e bella, come tutte le storie vere.

La repubblica delle farfalle, Rizzoli 2012
Pagine 280
Consigliato: dai 12 anni in su

mercoledì 23 gennaio 2013

Fenrìs

Fenrìs, una fiaba nordica, testo di Jean Francois Chabas, illustrazioni di David Sala, Gallucci 2013
                                       
Fenrìs, gigantesco lupo della mitologia del nord Europa, è il protagonista di questa storia.
Non è un lupo come gli altri: il suo aspetto feroce, da subito, lo rende un emarginato. La sua stessa mamma e i fratelli lo temono. Il manto rosso dal pelo ispido, le zanne, gli occhi fiammeggianti: con il tempo Fenrìs feroce lo diventa davvero e viene cacciato dal branco. Il protagonista è un figura molto interessante: non l'eroe buono delle fiabe classiche, ma un lupo crudele, diverso dagli altri e per questo rinnegato.
La sua solitudine aumenta di pari passo con la leggenda della sua ferocia. Fenrìs crede di essere fiero del terrore che suscita.
In una foresta di abeti, in primavera, incontra una bambina intenta a raccogliere fiori. La bambina non ha nessuna paura, lo guarda dritto negli occhi rossi e sentenzia: caro Lupo, lei ha una bella congiuntivite ! Questa volta, per la prima volta, il lupo ha paura, il tocco gentile di una bambina lo fa indietreggiare.
Come è strana questa bambina che appare all'improvviso nel bosco. Forse è Cappuccetto Rosso che si è perduta, o una fata ? Di lei non sappiamo nulla, ma scopriamo subito che è molto coraggiosa, oppure è molto ingenua e pura per non temere il grosso lupo.
La bambina dice a Fenrìs "non deve lasciarsi influenzare da tutte quelle storie sul mistero femminile"
Che strana frase da dire, per una bambina perduta nel bosco. La sua figura è la più misteriosa in questa storia che sembrava fino ad ora molto semplice e classica.
Non vogliamo sciuparvi la sorpresa rivelandovi il finale, perciò ci fermeremo qui nel raccontare la storia, che merita però ancora un approfondimento.
Questo libro ci riporta alle fiabe antiche, prima dell'Ottocento, quando i racconti della tradizione orale furono edulcorati, moralizzati, razionalizzati (e censurati) fino ad arrivare, per intenderci, alle zuccherose versioni Disney.
Le fiabe antiche si fondavano su elementi arcaici crudeli e meravigliosi: dovevano stupire un pubblico eterogeneo non per forza costituito da bambini. Non c'era logica e non c'era continuità, perlomeno non quella che intendiamo noi oggi.
Grandi studiosi tra cui Propp o Bettelheim hanno passato una vita intera a studiare le fiabe e i loro rapporti con l'inconscio, con la società, con i riti di iniziazione, con la psicologia (anche Freudiana).

La storia di Fenrìs, in questa versione, merita molte letture, a varie profondità per cogliere tutte le complesse sfumature. C'è il tema della diversità e della cattiveria, della solitudine e dell'amore.
Oltre a tutte le possibili interpretazioni, il libro merita una lettura anche per sole immagini: i dipinti di David Sala che si aprono, si espandono oltre il piccolo confine del libro, sono un chiaro omaggio alla Secessione Viennese e alle tessere di colore luminoso di Gustav Klimt.

(di David Sala e Chabas, oltre a questo, cercate anche il bellissimo "La furia di Banshee")

Fenrìs, Gallucci
albo illustrato
Consigliato: dai 5 anni in su

lunedì 21 gennaio 2013

Linus Hoppe- contro il destino

 Linus Hoppe-contro il destino, di Anne- Laure Bondoux,Giunti 2007
In un futuro non troppo lontano,o in un universo parallelo, vive Linus, un quattrordicenne che abita a Parigi nella Sfera 1, ovvero in una parte della città privilegiata, perfetta: poche macchine, nessun incidente, abitanti intelligenti selezionati accuratamente tramite il Grande Esame.
Fuori dalla Sfera 1 c'è la Sfera 2 : la periferia, dove i palazzi sono vecchi e scrostati, dove le persone fanno lavori umili e non godono di nessun privilegio.
Linus e il suo amico Chem, alla vigilia del loro Grande Esame, sono pieni di dubbi.
E se il Grande Computer decidesse di assegnarli in Sfera 2 o peggio in Sfera 3 ?
E se la perfezione non fosse poi così allettante ? Sarebbe possibile sabotare il risultato dell'Esame
e poter scegliere il proprio destino ?
Entrando in contatto con Yosh, abitante della Sfera 2, Linus supera la paura per chi è diverso, maturando la decisione più importante della sua vita: accettare senza nessuna resistenza un percorso già assegnato oppure scegliere un nuovo cammino.
Come nelle antiche Fiabe, il protagonista ha la possibilità di abbandonare la casa dei genitori, luogo sicuro o bolla dorata in cui è protetto e avvolto dalla bambagia, per gettarsi da solo nel mondo.
Perfezione, Straniero, Destino, Futuro: grandi temi da affrontare con determinazione.

L'autrice francese Anne- Laure Bondoux ci piace molto.
Temi importanti, scrittura adulta. Troppi libri per ragazzi cadono in facili ammiccamenti ad una scrittura semplificata. Anne- Laure Bondoux invece tratta i giovani adulti per quello che sono: ragazzi intelligenti che vivono nella realtà, e che hanno in mano il proprio fututo.
Ci ha conquistato con "Le lacrime dell'assassino", ci ha convinto con "La vita come viene" e speriamo che il seguito di Linus Hoppe venga presto pubblicato anche in Italia.


Linus Hoppe-contro il destino, Giunti
Pagine 181
Consigliato: dai 12 anni in su

venerdì 18 gennaio 2013

il raffreddore di Amos Perbacco

Il raffreddore di Amos Perbacco, parole di Philip Stead, illustrazioni di Erin Stead,
Babalibri 2011

Amos perbacco è un vecchino dall'aria gentile, la schiena un po' curva.
Vediamo dapprima il suo risveglio abituale (e abitudinario) con fiocchi d'avena e tè.
Gli abiti sono vecchi, ma ben stirati e tenuti con amore.
Lo seguiamo mentre va al lavoro con l'autobus e scopriamo che lavora allo Zoo, uno zoo senza gabbie, dove trova il tempo di fare "visita ai suoi amici".
I suoi amici sono un elefante, una tartaruga, un pinguino, un rinoceronte e un gufo. La loro relazione, fatta di piccoli gesti e di quotidianità ci fa sorridere.
Un giorno però Amos si sveglia con il raffreddore e decide di rimanere a casa. I suoi amici dello zoo decidono di raggiungerlo. Educati e composti prendono l'autobus e ricambiano con amorevoli cure le attenzioni di Amos per loro.
Condividono una quotidianità fatta di poche cose gentili, di una tazza di tè e di una partita a scacchi.
Poi si addormentano insieme, perchè domani si torna tutti allo Zoo.
Un bel libro dal ritmo pacato, i disegni gentili fatti in punta di matita.
Un libro per parlare di gentilezza, di gesti gratuiti, di condivisione.
E un libro da osservare attentamente: di pagina in pagina si sviluppa una piccola storia parallela con un topolino, un uccellino e un palloncino rosso.


Il raffreddore di Amos Perbacco, Babalibri
Albo illustrato
Consigliato: dai 5 anni in su


mercoledì 16 gennaio 2013

il bambino sottovuoto

Il bambino sottovuoto, di Christine Nostlinger, Salani Gl'istrici, 2012
La signora Bartolotti riceve un giorno un grosso pacco postale. Strano, pensa, non aveva ordinato  nulla. All'interno, sottovuoto in un barattolo, un bambino di 7 anni di nome Marius.
Marius è stato fabbricato per essere perfetto: educato, serio, obbediente, così intelligente da iscriversi direttamente in terza elementare. I compagni di classe, naturalmente, non lo sopportano e lo chiamano rompiscatole.
La signora Bartoletti invece non è proprio una mamma perfetta: non sa cucinare, è disordinata, si veste eccentricamente, si trucca con troppi colori, soprattutto di rosa e di azzurro.
illustrazioni di Franz Wittkamp
La loro convivenza, seppur bizzarra, sembra funzionare e giovare ad entrambi.
E se la fabbrica dei bambini, accortasi dell'errore di consegna, lo rivolesse indietro?


Il bambino sottovuoto, Christine Nostinger, Salani
(prima edizione 1989)
pagine 155
Consigliato: dagli 8 anni in su

lunedì 14 gennaio 2013

l'età d'oro - racconti selvatici

L'età d'oro, testo e illustrazioni di Spider, Orecchio Acerbo 2012

"C'era un tempo nel quale non era necessario coltivare la terra, non ci si sentiva mai soli, non c'era bisogno di denaro, non si sapeva cosa fosse la guerra. Ed era sempre Primavera". Questo ciò che troviamo scritto sul retro copertina di "L'età d'oro", quasi a volerci indicare la via corretta per approcciarci al testo.
Spider ci propone un'antologia di sette racconti che fin dalle prime righe ci introducono in un mondo arcaico, a tratti surreale, in un'equilibrio scanzonato tra libertà, morte, amicizia, riscatto e punizione.
Due pallottole pacifiste si ribellano al loro destino e nel tempo di uno sparo decidono di fermarsi a riflettere sul loro futuro. Un albero non vuole più consegnare le sue mele al contadino che, rifiutandosi di dividere il raccolto equamente, si ritroverà trasformato in un moscone. Un vecchietto solo, assiduo lettore, diventa amico di un gruppo di insetti ai quali insegnerà a leggere, a scrivere e a suonare. Un becchino avido di denaro decide di lottizzare l'aldidlà, proponendolo ai turisti come viaggio esclusivo. Un insetto, pittore fallito, affoga la sua disperizione nel cibo; in punto di morte scoprirà la musica, e miracolosamente la sua vita cambierà per sempre. Un falegname un giorno rimane senza chiodi e decide di costruirseli da se; inventerà dei chiodi musicali che lo porteranno alla ricchezza ma dovrà poi fare i conti con la suia avarizia. Una bambina dalle trecce rosse e una moto diventano amiche e insieme corrono a fari spenti tra gli alberi attraverso un mondo ancestrale in cui la natura la fa da padrona. Il mondo dell'età d'oro.
Sette racconti davvero selvatici, apparentemente fuori da ogni schema classico ma così diretti ed intensi che ci portano ad avventurarci nelle trame di antichi miti in cui il presente, proprio perchè in costante dialogo con il sogno e con l'assurdo, si rivela in tutta la sua ancestrale verità.
 
Spider, autore e illustratore, con questo testo ci da un'ulteriore conferma della sua originalità e della sua poetica attraverso un immaginario creativo che lega mondi apparentemente distanti, unendo il vintage dei cartoni animati americani degli anni 40 al lettering, associando tocchi espressionisti a dipinti naif realizzati su vecchi legni.

Per chi desiderasse vedere dal vivo le illustrazioni di "l'età d'oro" segnaliamo che le tavole di Spider sono in mostra alla galleria "L'affiche" di Milano dall' 8 al 24 gennaio 2013
(martedì- sabato 16.00-19.00).
 


L'età d'oro, Orecchio Acerbo
Albo illustrato
Consigliato: dai 7 anni in su

giovedì 10 gennaio 2013

la ragazza Chissachì

La ragazza Chissachì, di Sara Weeks, Beisler editore, 2005

Heidi ha dodici anni e vive sola con la madre in un appartamento che comunica con quello della vicina, Bernardette. Benchè Bernardette soffra di agorafobia e per questo non esca mai di casa, è l'unica persona in grado di aiutare le due giovani vicine.
La mamma di Heidi è una persona speciale rimasta bambina.
Il suo vocabolario è composto di sole 23 parole. E sono queste parole a dare il titolo ai 23 capitoli del libro: Heidi, Dette, Ciao, Suff.....questa parola, in particolare, è un mistero che Heidi dovrà risolvere.
Ma ci sono anche: Vieni, Buono, Blu, Carino, Bacio, Cattivo, e Fatto, quando si impara a fare qualcosa di nuovo.
Questo libro delicato, raccontato sottovoce, parla di un tema difficile: una mamma diversa dalle altre e una figlia che diventa adulta molto presto.
Ci parla dell'amore, inteso come protezione e cura verso qualcuno più debole.
Quando i ruoli madre-figlia si invertono.
Quando trovare il proprio passato è un percorso doloroso, ma necessario.
Quando non parliamo la stessa lingua, ma ci amiamo immensamente.
Il dolore e la dolcezza, in un libro straordinario.


La ragazza Chissachì, Beisler Editore
Pagine 205
Consigliato: dai 10 anni in su

lunedì 7 gennaio 2013

una vetrina concettuale


 Cominciamo l'anno con una vetrina concettuale, nel senso di arte e nel senso di sedia.
Una sedia blu (va bene, è azzurra, perdonate la variante)
sulla quale troviamo il libro La sedia blu.
Intorno, tanti bei libri illustrati con un comune denominatore,
la predominante azzurra nella copertina.
Dal vero è ancora meglio, venite a vederla !

 La sedia blu, scritta e illustrata da Claude Boujoun, Babalibri
 Due cani strani, stilizzati, in mezzo ad un deserto. Non c'è inizio più surreale e delizioso di questo. Ci si aprono infinite possibilità e viaggi con la fantasia.
Ed ecco, c'è anche una sedia blu. Cosa ci fa in mezzo ad un deserto giallo?

Non ci interessa la realtà, e non ci interessa neanche l'oggetto fisico: non è una sedia, ma un 
oggetto magico che si trasforma:
la sedia è slitta, camion, elicottero, negozio, nascondiglio.........
l'interpretazione della sedia è infinita, infiniti i modi e i giochi che possono nascere da essa.
La sedia è l'elemento che scatena la fantasia, è un oggetto esplorato in tutta la sua fisicità.
I due cani sono esploratori, sono giocatori, come bambini pieni di fantasia.

Ma ecco che arriva un dromedario a interrompere il gioco:
"una sedia è fatta per sedersi". ha ragione, non c'è alcun dubbio. Questa è la sua funzione.
Non dimentichiamoci, però, che siamo in un deserto giallo con una sedia blu.....varrà di più la realtà o la fantasia?
Il nostro augurio e consiglio, per quest'anno, è quello di essere un po' meno dromedari, ogni tanto.
Perchè una sedia blu nel deserto giallo è assurda, vero.
Ma è troppo divertente !


La sedia blu, Babalibri
Albo illustrato
Consigliato: a tutti i dromedari

domenica 6 gennaio 2013

il sonnellino degli enormi

Il sonnellino degli enormi, testo di Bruno Pep, illustrazioni di Natalie Pudalov
Logos 2012

Questa storia racconta una giornata della famiglia degli Enormi.
Babbo e Mamma con Grande, Mezzano e Piccolo, trascorrono il giorno al mare. Giocano e mangiano panini sotto l'ombrellone.
Al momento del sonnellino, però, si accorgono che Babbo ha dimenticato di portare con sè il "Libro di Favole per gli Enormi". Come fare?
Mamma suggerisce di fare il gioco dei perchè. Così Babbo inventerà delle storie.
Grande, Mezzano e Piccolo faranno una domanda ciascuno e Babbo racconterà per loro una storia fantastica.
Perchè nel mare ci sono le onde? Chiede Grande
Perchè i pesci sono colorati? Chiede Mezzano
Chi cura gli animali marini? Chiede Piccolo
Cullati dalle parole di Babbo potranno fare il loro sonnellino sulla spiaggia. E anche noi, con le storie di Babbo saremo trasportati in luoghi lontani.
 Questo bel libro ci riporta alle favole antiche, al gusto per le ripetizioni e per le storie circolari.
I tre fratelli Grande, Mezzano e Piccolo ci ricordano i Tre Orsi alle prese con Riccioli d'Oro.
La famiglia degli Enormi non è mai descritta nel testo e potremmo immaginarla in mille modi, a partire dall'interpretazione che ci regala Natalie Pudalov con i suoi disegni.
Nel suo stile lirico le cose perdono peso, galleggiano su sfondi tenui, mentre i personaggi si riempiono di dettagli da guardare più e più volte.



Il sonnellino degli enormi, Logos 2012
albo illustrato
Consigliato: dai 5 anni in su



giovedì 3 gennaio 2013

intervista incantata # 2

Eccoci alla seconda intervista, la prima di questo nuovo anno (auguri a tutti !)
Qualche domanda a Sarolta Szulyovszky
la copertina del libro "C'era una volta" illustrato da Sarolta

In libreria abbiamo il bellissimo "C'era una volta"
Una immagine a storia: come hai scelto l'elemento da illustrare ?
"C'era una volta" è una raccolta di fiabe poetiche della scrittrice ungherese-transilvana Angi Máté che ha ricevuto per questo libro il Premio Ibby Miglior libro per l'infanzia nel 2011 in Ungheria. Per me è stato un grande onore illustrarlo! Angi è una scrittrice che umanizza fenomeni naturali come la nebbia, che diventa una signorina che vola sopra i boschi, il freddo che diventa una specie di venditore ambulante col naso rosso, la febbre che ha tre gambe e una grande testa rossa, oppure l'estate che è un signore con la pancia grossa che viaggia sul treno e occupa due poltrone per il suo gran pancione! Immaginate come è stato difficile inventare ciascuna di queste figure! 
Ho dovuto dipingere una sola tavola per ciascuna fiaba, perciò ho cercato di rappresentare i protagonisti della storia e la scena per me più significativa.

Quale tra le 19 storie è la tua preferita?
La mia fiaba preferita è "C'era una volta il sasso" che racconta di un sasso che si crede cuscino. 
Questo sasso è convinto di essere un cuscino morbido e aspetta ogni sera che vengano da lui tutti gli assonnati. Ma non viene mai nessuno e lui diventa ogni giorno più triste. Finché un giorno lo nota la luna. 
Il chiaro di luna girando illumina il gelsomino e altri oggetti del cortile e appoggia sul sasso l'ombra della loro chioma. Così il sasso non si sente più solo. Angi Máté trova una soluzione e un finale positivo per ogni situazione. 
Lei è così anche nella vita reale: una ragazza sorridente che nonostante abbia avuto tante difficoltà nella vita, riesce vedere sempre il lato positivo delle cose. (Angi è rimasta orfana a pochi mesi dalla nascita)


C'era una volta un sasso

Quale è la tua tecnica di illustrazione?
Per questo libro, come per la maggior parte dei miei libri (10 finora), ho usato la tecnica dell'acrilico. 
Dopo aver disegnato le bozza a matita in piccolo, le stampo in grande e le riporto su una base dipinta con un colore solo (di solito rosso), poi inizio a dipingere la scena. Ultimamente uso sempre di più il computer per le mie illustrazioni: disegno le bozze con la penna grafica che è una penna collegata al computer, realizzo alcuni dettagli a parte e poi monto tutto usando il programma Photoshop.

Sappiamo che sei nata a Budapest. Le tue origini influenzano la tua arte?
Sono nata a Budapest e sono arrivata in Italia appena 25enne dopo aver sposato mio marito che è italiano. 
Nel mio paese d'origine ho studiato arte applicata all'università (specializzazione packaging design).
Ho studiato molto disegno e progettazione, ma niente pittura e illustrazione. Il mondo dell'illustrazione l'ho conosciuto in Italia circa 7 anni fa. 
Qui mi sono formata  come illustratrice guardando le opere dei grandi maestri italiani e stranieri. Però nel mio sangue scorre anche l'arte popolare ungherese che ho assorbito da bambina ricamando i motivi tipici della mia terra su tovaglie, cuscini, camicette ecc., una passione che mi ha trasmesso mia nonna. 
Ora non ricamo più, ma i motivi e i colori ungheresi spesso ritornano nelle mie tavole. 

Ci sono artisti ungheresi che vorresti segnalarci?
Ci sono tanti grandi illustratori ungheresi che però non sono conosciuti all'estero a causa della difficoltà di tradurre e pubblicare le opere che hanno illustrato in Patria. L'elenco sarebbe lungo, cito solo alcuni nomi: Kinga Rofusz, Adrienn Gyöngyösi, Katalin Szegedi, Eszter Kiskovács, Gabi Makhult, Krisztina Maros, Mariann Márai, Jacqueline Molnár...

C'era una volta una febbre febbricitante
Che bambina sei stata? E qual'è il libro che ha segnato la tua infanzia?
Sono stata una bambina introversa che amava giocare da sola. Vestire le bambole, costruire piccoli oggetti, osservare gli insetti nell'erba del giardino, disegnare, leggere: queste erano le mie occupazioni preferite. 
Quando ero piccola, come a tutti i bambini a quell'epoca (anni '70), i miei genitori leggevano le fiabe popolari ungheresi e le fiabe di Andersen. La mia fiaba preferita era "I cigni selvatici" di Andersen. 
La proiettava mio papà sulla porta bianca della camera dove dormivo con mio fratello. Mamma leggeva, papà proiettava i disegni e io ero rimasta incantata dal coraggio di questa ragazzina che per salvare i suoi fratelli trasformati in cigni raccoglieva la notte a mani nude le ortiche presso cimiteri per tessere le 11 tuniche che servivano per rompere l'incantesimo. Ho immaginato quando dovevano bruciarle le mani. 
Ma grazie al suo sacrificio e costanza i fratelli si trasformano di nuovo in uomini. Credo che questa fiaba abbia segnato la mia vita. Il tema della metamorfosi, del sacrificio, del dolore e della notte sono sempre ricorrenti nei miei lavori.

Che libro o storia vorresti tanto illustrare?
Certamente mi piacerebbe illustrare "I cigni selvatici" di Andersen! Poi mi interessano tutti i grandi temi dell'umanità: vita e morte, relazioni umani, pace e giustizia, uomo e Dio, vita eterna. Un giorno vorrei illustrare la Bibbia.
C'era una volta una rana
 La bellezza e la poesia possono cambiare il mondo?
Io amo la bellezza e la poesia, ma non credo che bastino per cambiare il mondo. L'umanità ha prodotto nei millenni precedenti un'enorme quantità di bellezza espressa in ogni forma possibile, eppure il mondo non è cambiato. 
Io credo che per cambiare il mondo bisogna nascere di nuovo. Intendo una rinascita spirituale nel senso biblico. 
Da sinistra:  Angi Máté e Sarolta Szulyovszky

C'era una volta, edizioni Jeunesse, 2012
albo illustrato
Consigliato: dai 4 anni in su