mercoledì 23 gennaio 2013

Fenrìs

Fenrìs, una fiaba nordica, testo di Jean Francois Chabas, illustrazioni di David Sala, Gallucci 2013
                                       
Fenrìs, gigantesco lupo della mitologia del nord Europa, è il protagonista di questa storia.
Non è un lupo come gli altri: il suo aspetto feroce, da subito, lo rende un emarginato. La sua stessa mamma e i fratelli lo temono. Il manto rosso dal pelo ispido, le zanne, gli occhi fiammeggianti: con il tempo Fenrìs feroce lo diventa davvero e viene cacciato dal branco. Il protagonista è un figura molto interessante: non l'eroe buono delle fiabe classiche, ma un lupo crudele, diverso dagli altri e per questo rinnegato.
La sua solitudine aumenta di pari passo con la leggenda della sua ferocia. Fenrìs crede di essere fiero del terrore che suscita.
In una foresta di abeti, in primavera, incontra una bambina intenta a raccogliere fiori. La bambina non ha nessuna paura, lo guarda dritto negli occhi rossi e sentenzia: caro Lupo, lei ha una bella congiuntivite ! Questa volta, per la prima volta, il lupo ha paura, il tocco gentile di una bambina lo fa indietreggiare.
Come è strana questa bambina che appare all'improvviso nel bosco. Forse è Cappuccetto Rosso che si è perduta, o una fata ? Di lei non sappiamo nulla, ma scopriamo subito che è molto coraggiosa, oppure è molto ingenua e pura per non temere il grosso lupo.
La bambina dice a Fenrìs "non deve lasciarsi influenzare da tutte quelle storie sul mistero femminile"
Che strana frase da dire, per una bambina perduta nel bosco. La sua figura è la più misteriosa in questa storia che sembrava fino ad ora molto semplice e classica.
Non vogliamo sciuparvi la sorpresa rivelandovi il finale, perciò ci fermeremo qui nel raccontare la storia, che merita però ancora un approfondimento.
Questo libro ci riporta alle fiabe antiche, prima dell'Ottocento, quando i racconti della tradizione orale furono edulcorati, moralizzati, razionalizzati (e censurati) fino ad arrivare, per intenderci, alle zuccherose versioni Disney.
Le fiabe antiche si fondavano su elementi arcaici crudeli e meravigliosi: dovevano stupire un pubblico eterogeneo non per forza costituito da bambini. Non c'era logica e non c'era continuità, perlomeno non quella che intendiamo noi oggi.
Grandi studiosi tra cui Propp o Bettelheim hanno passato una vita intera a studiare le fiabe e i loro rapporti con l'inconscio, con la società, con i riti di iniziazione, con la psicologia (anche Freudiana).

La storia di Fenrìs, in questa versione, merita molte letture, a varie profondità per cogliere tutte le complesse sfumature. C'è il tema della diversità e della cattiveria, della solitudine e dell'amore.
Oltre a tutte le possibili interpretazioni, il libro merita una lettura anche per sole immagini: i dipinti di David Sala che si aprono, si espandono oltre il piccolo confine del libro, sono un chiaro omaggio alla Secessione Viennese e alle tessere di colore luminoso di Gustav Klimt.

(di David Sala e Chabas, oltre a questo, cercate anche il bellissimo "La furia di Banshee")

Fenrìs, Gallucci
albo illustrato
Consigliato: dai 5 anni in su

4 commenti:

  1. Questo libro l'ho visto tempo fa in libreria ma sicuramente occuperà un pò di spazio nel mio scaffale.

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  2. Noi per non sbagliarci ne abbiamo 30 copie..... !!!!!

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  3. Scoperta in biblioteca, dove lavoro, grazie ad un bambino curioso di soli tre anni che mi si è avvicinato per farsela leggere.
    Siamo rimasti incantati entrambi.
    Era da tanto che non leggevo una favola! ne avevo proprio bisogno.

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