giovedì 3 gennaio 2013

intervista incantata # 2

Eccoci alla seconda intervista, la prima di questo nuovo anno (auguri a tutti !)
Qualche domanda a Sarolta Szulyovszky
la copertina del libro "C'era una volta" illustrato da Sarolta

In libreria abbiamo il bellissimo "C'era una volta"
Una immagine a storia: come hai scelto l'elemento da illustrare ?
"C'era una volta" è una raccolta di fiabe poetiche della scrittrice ungherese-transilvana Angi Máté che ha ricevuto per questo libro il Premio Ibby Miglior libro per l'infanzia nel 2011 in Ungheria. Per me è stato un grande onore illustrarlo! Angi è una scrittrice che umanizza fenomeni naturali come la nebbia, che diventa una signorina che vola sopra i boschi, il freddo che diventa una specie di venditore ambulante col naso rosso, la febbre che ha tre gambe e una grande testa rossa, oppure l'estate che è un signore con la pancia grossa che viaggia sul treno e occupa due poltrone per il suo gran pancione! Immaginate come è stato difficile inventare ciascuna di queste figure! 
Ho dovuto dipingere una sola tavola per ciascuna fiaba, perciò ho cercato di rappresentare i protagonisti della storia e la scena per me più significativa.

Quale tra le 19 storie è la tua preferita?
La mia fiaba preferita è "C'era una volta il sasso" che racconta di un sasso che si crede cuscino. 
Questo sasso è convinto di essere un cuscino morbido e aspetta ogni sera che vengano da lui tutti gli assonnati. Ma non viene mai nessuno e lui diventa ogni giorno più triste. Finché un giorno lo nota la luna. 
Il chiaro di luna girando illumina il gelsomino e altri oggetti del cortile e appoggia sul sasso l'ombra della loro chioma. Così il sasso non si sente più solo. Angi Máté trova una soluzione e un finale positivo per ogni situazione. 
Lei è così anche nella vita reale: una ragazza sorridente che nonostante abbia avuto tante difficoltà nella vita, riesce vedere sempre il lato positivo delle cose. (Angi è rimasta orfana a pochi mesi dalla nascita)


C'era una volta un sasso

Quale è la tua tecnica di illustrazione?
Per questo libro, come per la maggior parte dei miei libri (10 finora), ho usato la tecnica dell'acrilico. 
Dopo aver disegnato le bozza a matita in piccolo, le stampo in grande e le riporto su una base dipinta con un colore solo (di solito rosso), poi inizio a dipingere la scena. Ultimamente uso sempre di più il computer per le mie illustrazioni: disegno le bozze con la penna grafica che è una penna collegata al computer, realizzo alcuni dettagli a parte e poi monto tutto usando il programma Photoshop.

Sappiamo che sei nata a Budapest. Le tue origini influenzano la tua arte?
Sono nata a Budapest e sono arrivata in Italia appena 25enne dopo aver sposato mio marito che è italiano. 
Nel mio paese d'origine ho studiato arte applicata all'università (specializzazione packaging design).
Ho studiato molto disegno e progettazione, ma niente pittura e illustrazione. Il mondo dell'illustrazione l'ho conosciuto in Italia circa 7 anni fa. 
Qui mi sono formata  come illustratrice guardando le opere dei grandi maestri italiani e stranieri. Però nel mio sangue scorre anche l'arte popolare ungherese che ho assorbito da bambina ricamando i motivi tipici della mia terra su tovaglie, cuscini, camicette ecc., una passione che mi ha trasmesso mia nonna. 
Ora non ricamo più, ma i motivi e i colori ungheresi spesso ritornano nelle mie tavole. 

Ci sono artisti ungheresi che vorresti segnalarci?
Ci sono tanti grandi illustratori ungheresi che però non sono conosciuti all'estero a causa della difficoltà di tradurre e pubblicare le opere che hanno illustrato in Patria. L'elenco sarebbe lungo, cito solo alcuni nomi: Kinga Rofusz, Adrienn Gyöngyösi, Katalin Szegedi, Eszter Kiskovács, Gabi Makhult, Krisztina Maros, Mariann Márai, Jacqueline Molnár...

C'era una volta una febbre febbricitante
Che bambina sei stata? E qual'è il libro che ha segnato la tua infanzia?
Sono stata una bambina introversa che amava giocare da sola. Vestire le bambole, costruire piccoli oggetti, osservare gli insetti nell'erba del giardino, disegnare, leggere: queste erano le mie occupazioni preferite. 
Quando ero piccola, come a tutti i bambini a quell'epoca (anni '70), i miei genitori leggevano le fiabe popolari ungheresi e le fiabe di Andersen. La mia fiaba preferita era "I cigni selvatici" di Andersen. 
La proiettava mio papà sulla porta bianca della camera dove dormivo con mio fratello. Mamma leggeva, papà proiettava i disegni e io ero rimasta incantata dal coraggio di questa ragazzina che per salvare i suoi fratelli trasformati in cigni raccoglieva la notte a mani nude le ortiche presso cimiteri per tessere le 11 tuniche che servivano per rompere l'incantesimo. Ho immaginato quando dovevano bruciarle le mani. 
Ma grazie al suo sacrificio e costanza i fratelli si trasformano di nuovo in uomini. Credo che questa fiaba abbia segnato la mia vita. Il tema della metamorfosi, del sacrificio, del dolore e della notte sono sempre ricorrenti nei miei lavori.

Che libro o storia vorresti tanto illustrare?
Certamente mi piacerebbe illustrare "I cigni selvatici" di Andersen! Poi mi interessano tutti i grandi temi dell'umanità: vita e morte, relazioni umani, pace e giustizia, uomo e Dio, vita eterna. Un giorno vorrei illustrare la Bibbia.
C'era una volta una rana
 La bellezza e la poesia possono cambiare il mondo?
Io amo la bellezza e la poesia, ma non credo che bastino per cambiare il mondo. L'umanità ha prodotto nei millenni precedenti un'enorme quantità di bellezza espressa in ogni forma possibile, eppure il mondo non è cambiato. 
Io credo che per cambiare il mondo bisogna nascere di nuovo. Intendo una rinascita spirituale nel senso biblico. 
Da sinistra:  Angi Máté e Sarolta Szulyovszky

C'era una volta, edizioni Jeunesse, 2012
albo illustrato
Consigliato: dai 4 anni in su

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