lunedì 6 maggio 2013

il grande gioco

Il grande gioco, David Almond, Salani 2013
la bellissima copertina opera di Fabian Negrin
(Avvertimento: questa recensione sarà un elogio sperticato dell'Autore e di ogni cosa lui scriva, pensi o dica. Le recensioni, si sa, riflettono il gusto di chi le scrive e io per David Almond ho un debole da quando mi ha strappato il cuore con Skelling per poi farmi morire di paura con Argilla.)
Un buon libro per ragazzi, a mio avviso, deve coinvolgere, appassionare, ma anche farci aprire gli occhi e spingerci un passo più avanti. Con i libri di David Almond i ragazzi fanno un passo verso la letteratura da adulti in maniera consapevole.

Con il grande gioco  David Almond torna ad un pubblico più maturo accompagnandolo nelle paure e nelle prove che si devono superare per entrare nell'età adulta.
Il protagonista di tredici anni, Kit, torna nella città dei nonni a vivere con la famiglia. La storia comincia in autunno nella ex città mineraria di Stoneygate. Si raccontano storie strane provenienti dai chilometri di gallerie che scavano il terreno su cui gli abitanti, tutti ex minatori, vivono.
Come ogni adolescente anche Kit è attratto e impaurito dalle storie oscure di fantasmi e come lui John, così scontroso e violento ma anche affascinante. Poi c'è Allie, amica fedele ma egocentrica che sogna di diventare attrice da grande, la parte solare di questa storia a tratti oscura.
Kit e John si somigliano molto anche se non potrebbero essere più diversi. Luccicaseta e tutti i piccoli bambini morti nei secoli estraendo il carbone appaiono solo a loro e questo è un patto che li lega anche a distanza. Le gallerie e le caverne del sottosuolo si erano scavate nelle loro menti, e negli occhi del nonno di Kit che lentamente perde la memoria. 
L'atmosfera è scura e carica di tensione per tutto il libro, costruito davvero molto bene, con un gusto ed una maturità che di rado si riscontrano nella letteratura per ragazzi.
Il finale, ovviamente, è pieno di speranza e di luce, perchè bisogna superare delle prove per diventare adulti, c'è la primavera in fondo al più lungo inverno, e perchè "io non devo essere sempre come sono, e neanche il mondo dev'essere sempre come è. Lo si può cambiare."



Il grande gioco, Salani
Pagine 208
Consigliato dai 13 anni in su

QUI la recensione de "Il bambino che si arrampicò fino alla luna" dai toni assai più leggeri e che infatti mi sentivo di consigliare già dai 7-8 anni.

Nessun commento:

Posta un commento