martedì 23 luglio 2013

intervista incantata #10

Rossana Bossù, torinese, una passione per gli asinelli, è una cara amica illustratrice che abbiamo il piacere di intervistare, aspettando il giorno in cui verrà a trovarci in libreria per disegnare con noi e tutti i bambini che vorranno partecipare. 
il primo libro di Rossana, edito da Lineadaria

“Se un bruco e una giraffa” è il tuo libro che abbiamo in libreria. Com’è nato, quali emozioni hai usato per illustrare un testo intimo e poetico, molto evocativo?
Il libro è nato dalla collaborazione con Lisa Di sabato che è autrice del testo.Un libro che parla di crescita, di cambiamento attraverso l’incontro di due animali molto diversi tra loro. Ho tentato di avvicinarmi al punto di vista sia della giraffa sia del bruco.
I due animali hanno preso vita, la giraffa fin da subito ha acquisito una vena poetica mentre il bruco ha mantenuto un tono più scanzonato fino a quando, al culmine della trasformazione, raggiunge la bellezza, la leggerezza effimera della farfalla.
Per realizzare le illustrazioni ho pensato ai miei pomeriggi estivi di bambina che osservava la natura e ho provato a riprodurli sedendomi nel bosco in silenzio per diventare piano piano parte di esso, acquisendone i movimenti, i fruscii, i sussurri. Ho pensato a quanto mi sarebbe piaciuto volare su una foglia o correre tra i soffioni e le erbe dei prati.
Il fatto che uno dei due animali sia la giraffa, tipico animale africano, credo abbia influito alla creazione delle illustrazioni permettendomi di esprimere il mio amore per l’Africa, culminato in un viaggio fatto tempo fa che è stato per me un’esperienza proprio di crescita e trasformazione. 


La tua tecnica d’illustrazione qual è? E come ci sei arrivata?
La mia tecnica si basa principalmente sull’acrilico. Spesso uso una base di pastelli a cera su cui stendo l’acrilico. Mi piace lavorare per strati. Stendere il colore, poi fissarlo, dare un altro strato e poi “grattarlo” via con la carta vetro.
Non uso colori piatti, il mio colore è formato da più colori che s’intravedono attraverso gli strati, da più tonalità dello stesso colore. Di solito poi intervengo con le matite colorare e la grafite direttamente sull’acrilico. Il tutto acquisisce una certa corposità, rotondità ma la matita mi permette di scendere nel dettaglio. Sono arrivata a questo tipo di tecnica per gradi, sperimentando e seguendo i consigli di grandi illustratori e insegnanti di cui ho avuto la fortuna di frequentare i corsi.

Che tipo di bambina sei stata, quale libro ha segnato la tua infanzia?
Sono stata una bambina timida che amava giocare da sola. Il mio gioco preferito era immaginare di poter vivere immersa nella natura in perfetta simbiosi con gli animali vivendo di bacche e radici.
Sono sempre stata affascinata dai boschi, dagli alberi, dagli animali. Mi piaceva stare ore seduta in giardino a guardare le formiche al lavoro nel formicaio o studiare i ragni tessere le loro ragnatele. Ho avuto la fortuna di vivere in un paese vicino alle montagne e di condividere tempo e spazio con la vita contadina dei miei nonni materni. 
Mi piaceva leggere di tutto da Salgari a Emil e Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren ma c’è un libro in particolare, che ho ancora, e che ricordo come un’avventura fantastica con protagonisti una bambina e tanti animali, Codaditopo di Carola Prosperi illustrato da Antonio Maria Nardi.
Un libro, o più libri, immancabili nella tua libreria?
Ricordo un episodio avvenuto tempo fa quando frequentavo la scuola superiore. Ero sull’autobus e stavo leggendo La montagna incantata di Thomas Mann, non ero particolarmente attratta dal libro, lo leggevo perché era un compito scolastico. Ad un certo punto mi si è avvicinato un uomo, giovane, vestito in modo particolare, molto dandy. Mi ha detto che il libro in questione e Moby Dick di Herman Melville erano i due libri che lui avrebbe salvato dalla fine del mondo.
Quell’episodio mi è rimasto impresso e spesso mi sono chiesta quali libri avrei salvato io dalla fine del mondo.
La tua domanda è molto più semplice ma è difficile lo stesso fare una scelta.
Direi Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani, Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy, Donne dagli occhi grandi di Àngeles Mastretta e anche il ciclo di Benjamin Malaussène di Daniel Pennac


Che storia sogni di illustrare, prima o poi?
Vorrei illustrare un progetto che ho in mente da tempo ma che ancora non ho scritto, che non sono ancora riuscita ad esternare dandogli una forma. Una storia di balene ma anche di uomini, un connubio che credo possibile. Non è molto originale ma mi piacerebbe anche illustrare Cappuccetto rosso nella versione di Perrault ma è già stato illustrato talmente tante volte e da tanti illustratori che non so se riuscirei a creare qualcosa di veramente nuovo. Magari prima o poi ci proverò.


La bellezza e la poesia possono salvare il mondo?
Difficile dirlo con sicurezza. Mi piace pensare che sia così.
Guardando la natura pura che ancora ci circonda viene da pensare di sì. Sono convinta che la bellezza e la poesia possano essere gli ingredienti base per contrastare l’inarrestabile sciatteria mentale e morale che pervade i nostri tempi. Io cerco, nel mio piccolo, di fare la mia parte.



6 commenti:

  1. Bellissima intervista,complimenti Ross!

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  2. Complimenti per l'intervista! Se passero' da Crema verrò a trovarvi per fare un po' di compere!

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  3. ti aspetto ! e magari ci fai qualche disegno : )

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  4. Grande Rossana!!
    E' già in libreria? Me lo vado subito a comprare!!
    Grande Enzo che pubblichi illustratori tosti!!
    Un abbraccio grande e spero di vederti presto
    vale

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    1. Grazie mille Valentina!
      Sì il libro lo trovi in libreria è uscito a maggio dello scorso anno.
      Ringrazierò Enzo da parte tua :)
      Un abbraccio forte forte

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