martedì 9 luglio 2013

intervista incantata #9


INTERVISTA A FLORENCE FAVAL – EDITIONS DU DROMADAIRE
Grazie alla nostra preziosa Vittoria Parrinello per questa intervista
Un immagine della Bottega del Tintoretto dove Florence lavora e tiene corsi insieme ad altri artisti

Le Éditions du Dromadaire sono una casa editrice di libri per l’infanzia, fondata nel 2000 a Venezia dagli artisti Florence Faval e Pierre Hornain, autori delle immagini e dei testi di questi originali progetti d’arte per i più piccoli.
Incontro Florence Faval nel suo atelier in Barbaria de le Tole, nel sestiere Castello di Venezia, e tra libri fatti a mano, stampe e sculture mi racconta la storia di questa piccola e unica casa editrice.
Com’è nata l’idea di una casa editrice di libri per l’infanzia?
Sia io che Pierre provenivamo dal mondo dell’arte, per diversi anni abbiamo collaborato realizzando libri d’artista dei quali lui scriveva i testi e io creavo le immagini. Erano tutti libri rigorosamente fatti a mano, le parti scritte stampate con caratteri mobili, le incisioni originali, a tiratura limitata di dieci o quindici copie.
Nel 2000 ci è venuta l’idea di rivolgere le nostre creazioni ai bambini,alzando la tiratura ma mantenendo la qualità della stampa, continuando ad utilizzare carte pregiate, aggiungendo inserti fatti a mano per personalizzare ogni copia.
Il primo libro che abbiamo pubblicato è stato I piedi sulla terra e il secondo L’universo, che è tuttora in catalogo ed è uno dei titoli più apprezzati. (una poetica e colorata storia della creazione nella quale l’universo sorride ai bambini che lo guardano…) Purtoppo Pierre è scomparso nel 2007 e ho attraversato un periodo molto difficile. Ho continuato con la casa editrice, pubblicando alcuni libri con testi suoi e illustrazioni mie, altri successivi interamente creati da me.
Ho lanciato i libri fisarmonica, i libri che diventano quadri una volta letti, (come L’albero felice e Un futuro per i fiori) che hanno diverse possibilità di lettura.


Da dove viene il nome della casa editrice? Come mai la scelta del dromedario?

Per due motivi. In primo luogo perché il dromedario è l’animale resistente per eccellenza, che sa sopravvivere anche in tempi duri grazie alle sue scorte. Così il compito dell’editore, (e del libraio n.d.r.) che fa del proprio lavoro una missione e una passione. Siamo una casa editrice che lavora da sola, senza l’intermediario della distribuzione per poterci permettere la rarità del libro, la qualità, senza dover sovraprodurre.
Inoltre io sono nata in Svizzera ma cresciuta a Casablanca, il dromedario mi ricorda alle immagini della mia infanzia, alla magia del Marocco.

Quali sono le tecniche che preferisci?

Io nasco scultrice e incisore, Pierre poeta e incisore. Le tecniche che abbiamo utilizzato sono l’incisione, la xilografia, acquaforte;  combinando  tutte queste tecniche, attraverso il montaggio di immagini diverse giustapposte per creare illustrazioni molto particolari.
In molti dei libri c’è un dettaglio fatto a mano, di solito un inserto o una copertina, per mostrare al bambino la matericità della tecnica, lo spessore del segno e della carta. Queste tecniche le insegno anche ai bambini in laboratori ed atelier dove possono sperimentare il procedimento dal disegno fino alla stampa al torchio.


 A quale sei più affezionata tra i libri che avete pubblicato?

Di solito all’ultimo uscito. In questo momento a Flaconeta, la cuoca-maga protagonista dell’ultima storia. Infatti vorrei portare avanti questo personaggio e ho in cantiere altri titoli, l’idea di creare una piccola collana…

Qual è invece il libro che ha segnato la tua infanzia?

Me ne vengono in mente due: Pollianna e Heidi. Soprattutto Pollianna, mi ricordo che mi colpì molto il gioco della felicità, che il padre le aveva insegnato in occasione di un regalo sgradito: riuscire a trovare sempre almeno una cosa bella e felice nella propria vita e concentrarsi su quella.
Un gioco che è un grande insegnamento e mi ha accompagnato per tutta la vita.

















 










 



Bellezza e Poesia salveranno il mondo?

Se il mondo può essere salvato, penso proprio di si! Non attraverso un cambiamento improvviso, ma portando significato e sfumature alla vita di tutti i giorni, anche per le persone che non capiscono o non cercano l’arte, ma inevitabilmente le loro vite sono arricchite dalla bellezza.


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